Il diario

Il diario di Aya Kitō è un diario tenuto dalla sfortunata protagonista nelle quale annotava tutto quello che gli capitava durante la giornata. In questa pagina vorrei riportare alcuni passi del diario. Sono parti del diario scelte da me, tra le tante. Credo che rendano l'idea.

 

L'inizio:

Mary è morta…

Oggi è il mio compleanno. Sono cresciuta un bel pò.

Penso che dovrei ringraziare Mamma e Papà.

Sono determinata a prendere voti più alti e a star meglio così da non deluderli. Per tale ragione, voglio godermi la mia giovinezza, senza avere rimpianti.

Dopodomani andrò a un campo-scuola. Devo finirei i miei compiti, così da non dovermene preoccupare.

Forza, Aya!

 

I programmi:

Dovrò indossare T-shirts e pantaloni (è più facile muoversi qui intorno).

Faccende da sbrigare ogni giorno: innaffiare le piante in giardino, togliere le erbacce, controllare se ci sono insetti dietro le foglie della pianta di pomodoro che ho piantato. Controllare anche se ci sono pidocchi sulle foglie dei crisantemi e, se ne trovo qualcuno, prendermene subito cura.

Non devo trascurare i miei studi!

A parte tutto questo, scrivere ogni giorno sul mio diario.

 

Mi sto imponendo di fare tutte queste cose.

 

La famiglia:

Papà, 41 anni. E’ un po’ impulsivo, ma dolce.

Mamma, 40 anni. La rispetto, ma la sua schiettezza mi spaventa.

Io, 14 anni. All’inizio dell’adolescenza. Un’età delicata. Una piagnucolona, in parole povere. Sono piena di emozioni. Ragazza semplice. Perdo la pazienza facilmente, ma rido anche facilmente.

Ako, 12 anni. Nutro un senso di rivalità verso di lei. Sia riguardo gli studi che la personalità. Ma questi giorni mi sta mettendo sotto pressione.

Hiroki, 11 anni. Un osso duro… Complicato. E’ più piccolo di me, ma a volte sembra più un fratello maggiore. E’ anche come un padre per Koro (il cane). 

 

Le parole della madre:

“Aya, ultimamente il tuo corpo sembra che stia costantemente per cadere in avanti, e cammini in maniera instabile oscillando a destra e sinistra. L’hai notato anche tu? Lo stavo notando, e mi sono cominciata a preoccupare. Andiamo a farti vedere da un dottore”.

“…quale ospedale?” ho chiesto.

“Ne troverò uno affidabile. Lascia fare a me”. 

 

La preghiera:

Ho aggiunto ancora una cosa da fare alla mia lista: Se bevendo le medicine starò meglio non mi lamenterò, anche se sono abbastanza da riempire il mio stomaco. Per favore dottoressa. Se sono un fiore, aiutami per favore a non rovinare la vita del germoglio, che non è ancora sbocciato.

 

A scuola:

Camminerò sul lato del corridoio. Sarò probabilmente il centro dell’attenzione per i miei nuovi amici. Non è qualcosa che posso nascondere, quindi credo che dovrei solo mostrarmi per quella che sono dall’inizio – o così penso dentro di me, ma sono preoccupata. Non so se sarò in grado di tenere il passo. Mi chiedo cosa succederà con Educazione Fisica.

 

Ancora la madre:

“La tua vita alle superiori non sarà facile. Ci saranno probabilmente più disagi, essendo limitata da semplici cose ed essendo vista come diversa dalle altre persone. Ma ognuno vive con almeno uno o due limiti nella propria vita. Non pensare di te stessa che sei sfortunata. Puoi aiutarti a venirne fuori se pensi alle altre persone che sono più sfortunate di te”.

 

La zia:

Poi mia zia ha replicato: “Aya-chan cerca di ristabilirti presto, ok? Al giorno d’oggi la maggior parte delle malattie sono curabili ed inoltre tu sei ancora così giovane. Ma devi mantenere la tua fede e dire a te stessa ‘starò meglio’. Se siedi soltanto lì e piangi allora anche la medicina più forte non darà alcun miglioramento. Io verrò ogni tanto a trovarti. Se hai bisogno di qualcosa chiamami. Verrò di corsa, quindi non preoccuparti e aspettami lì”. Ha tirato fuori un fazzolettino dicendo: “Forza, soffiati il naso e bevi questa spremuta. La spremuta ha un sapore salato se le lacrime ci finiscono dentro”, e mi ha fatto ridere.

 

L'incidente:

Ho preso l’autobus dal cancello di casa a scuola. Dovevo cambiare autobus quindi sono scesa ad Asahibashi, attraversando la strada, ed ho camminato fino alla fermata del bus successiva. La luce è diventata verde. Sta piovigginando. Un ragazzo della scuola elementare ha condiviso il suo ombrello con me. Ho cercato di camminare veloce provando a tenere il suo passo. Improvvisamente, sono caduta dritta in avanti. E’ uscito sangue dalla mia bocca e ha colorato l’asfalto bagnato di rosso. C’era così tanto sangue che sgorgava, che mi sono preoccupata che potessi morire, ed ho cominciato a piangere. La signora dalla panetteria all’angolo della strada è corsa fuori e mi ha aiutato a rialzarmi. Mi ha fatto entrare e ha pulito la mia bocca con un asciugamano. 

 

Ancora a scuola:

La cosa più difficile per me è camminare da una classe all’altra. Devo accettare l’aiuto dai compagni di classe o reggermi a qualcosa come cammino attraverso il lungo corridoio e le scale. Serve così tanto tempo, che faccio arrivare tardi in classe anche i miei amici.

 

Difficoltà crescenti a scuola:

Da quando Aya non può fare niente di tutto questo, chiama il suo lavoro il lavoro degli angeli (dove lei fa piccole cose per dare un aiuto). Posso raccogliere la spazzatura che viene lasciata sul pavimento, ed anche chiudere la finestra. Se mi impegno a fondo, posso fare molte cose.

 

La crisi:

Sto per arrendermi alla malattia.

No! Non devo essere sconfitta! Non importa quanto duramente provi e fingi di essere felice, quando vedo i miei insegnanti, le sorelle, i fratelli ed i miei amici camminare normalmente. Mi sento miserabile.

Volevo vedere qualcosa che toccasse il mio cuore, così sono andata a vedere una maratona da sola. Ma mi ha fatto soltanto sentire più depressa. Ho provato malinconia ascoltando la parola “correre”. I miei amici mi stanno per lasciare. Ho cominciato a capire cosa significa avere un grosso handicap ed un corpo malato.

 

Altra caduta:

Sono caduta di nuovo camminando verso la mia classe. Mi sono fatta un leggero taglio sul lato destro della tempia.

S-chan mi ha aiutata. Prima che potessi dire “Grazie”, le lacrime hanno cominciato a scendere dai miei occhi e non ho potuto esprimerlo a parole.

 

Le prese in giro:

La gente intorno a me mi circonda, attaccandomi con la parola “handicappata”. Mi sforzo a pensare che la scuola per handicappati era l’unico posto per me, provando a calmarmi, e prendere la decisione di trasferirmi. Mi sono guardata indietro un paio di mesi prima che il percorso che portava alla scuola per handicappati si materializzasse.

 

Addio alla vechia scuola:

Volevo gridare dicendo: “Grazie per avermi aiutato sempre! Non vi dimenticherò mai tutti. Sto per essere trasferita in una nuova scuola, ma farò del mio meglio. Spero che tutti voi non mi dimentichiate. Aya "la ragazza handicappata”, ma non potevo smettere di piangere.

 

La sedia a rotelle:

“Il corridoio ha un corrimano, ma potrebbe essere pericoloso quando vuoi andare dall’altro lato. Da una posizione eretta, devi sederti, strisciare dall’altro lato e rialzarti. Questo può causarti ansietà quando vai di fretta. E ti capita spesso di tutto quando stai cambiando la tua posizione. Non sarai in grado di uscire, anche se vorrai. Ma sarebbe diverso se tu avessi una sedia a rotelle elettrica. Potresti facilmente azionarla nonostante la debolezza delle tue braccia, e non avrai più alcun problema anche sulle pendenze. Può muoversi ad una velocità di 5 km/h – lo stesso come se camminassi. Quindi non c’è nessun pericolo, ed è davvero facile da azionare. Penso sarebbe perfetta per te. Ma questo non significa che devi diventare pigra, sai. Non è bene cominciare a fare affidamento su una sedia a rotelle".

 

Sentirsi miserabile:

In passato, quando volevo correre, potevo. Ora, anche se vorrei correre, non posso. Sono spaventata che in futuro potrei anche perdere tutto il significato del correre. Oh, Dio, perché mi hai dato questo fardello?

No, suppongo che tutti hanno un qualche tipo di fardello. Ma perché sono solo io ad essere così miserabile?

Il modo in cui sono caduta oggi è stato davvero patetico. Quando mi faccio il bagno, sia Mamma che Ako mi aiutano a togliere i vestiti nello spogliatoio fuori dal bagno. Fanno scorrere un po’ d’acqua calda sul pavimento del bagno per riscaldarlo per me. Quindi striscio lungo le mattonelle per raggiungere la vasca. 

 

L'avanzamento della malattia:

1 - Il movimento delle mie articolazioni dell’anca è cattivo. Ancora si muovono dietro e davanti ad una cera estensione, ma difficilmente si apriranno a sinistra o destra (non posso muovere le mie gambe come un granchio). E siccome il mio tendine d’Achille è duro, interferisce con i miei sforzi di muovere le gambe in avanti.

2 - Sta diventando difficile per me pronunciare le colonne ha e ma delle sillabe dei kana.

 

Ancora problemi:

Non posso nemmeno più firmare. I muscoli intorno alla mia bocca hanno una sorta di tic. E a causa della perdita di forze dei miei muscoli addominali, posso solo bisbigliare come una zanzara.

Sto prendendo le pasticche bianche ogni giorno da una settimana ora. Il mio ritmo nel parlare si è velocizzato un poco ed è diventato più facile ingoiare il cibo. La tensione nella mia gamba destra è stata alleggerita lievemente. Comunque, ho ancora difficoltà nel muovere le mie gambe in avanti e ancora mi dolgono.

 

La scuola per handicappati:

Penso che la differenza più grande tra questo e la riunione atletica che ho avuto all’Higashi High è che sono cambiata dall’essere un’estranea ad essere qualcuno che è coinvolto. Ed ho cambiato il mio modo di pensare: ora realizzo che se mi impegno abbastanza posso fare qualcuna delle cose che pensavo non potessi mai fare a causa della mia seria condizione.

 

Paura:

Oggi è stato il mio ultimo giorno all’ospedale. Ho fatto la mia ultima lavatrice rischiando la vita. Mi sono svegliata alle 4:30 e sono scesa alla stanza. Non c’era nessuno là. Era una fortuna che potessi usare la macchina subito. Ma quando ho dovuto spostare la biancheria dalla lavatrice all’asciugatrice, non ho potuto farlo senza assumere una posizione eretta. Di solito qualcuno mi aiuta.

“Mamma, aiutami!” ho gridato in cuor mio, ma non c’era nulla che potessi fare. Ho compreso che dovrò fronteggiare questo tipo di cose molte volte in futuro.

 

I sogni:

Se guarissi dalla mia malattia, se diventassi capace di camminare come facevo, se potessi parlare senza sentire nessun inconveniente, se fossi in grado di mangiare usando bene le bacchette…

Pensare quelle cose è solo un sogno. Non dovrei lasciare pensieri come quelli nella mia testa.

 

Ancora programmi:

Mi sento amata nel tepore della mia casa. Ma non posso esprimere il mio amore a nessuno. Non posso parlare e non posso fare niente per esprimerlo… Il meglio che posso fare è sorridere in risposta al loro amore.

Dovrei andare a letto prima e svegliarmi più presto.

Dovrei spazzolare i miei denti più velocemente.

Non dovrei far tardi per cena.

Dovrei fare i miei allenamenti tutti i giorni senza dimenticarlo.

E farò uno sforzo per rispondere all’amore di tutti.

 

Le domande:

Sul giornale di oggi ho letto un articolo che parlava di una persona disabile su una sedia a rotelle elettrica che ha seguito un corso per corrispondenza per vent’anni fino ad acquisire una qualifica di riparatore di orologi.

Io non ho sviluppato niente. Il mio corpo ha fermato la sua crescita emotiva.

Mi chiedo se c’è qualche tipo di lavoro che potrei fare (mio fratello dice che non c’è, e io sono d’accordo a metà con lui). Ma penso che nulla sia impossibile.

 

L'offesa:

“Se non sarai buono, diventerai come lei”.

Il suo commento mi ha fatto sentire molto triste e miserabile.

Mamma mi ha tirato su dicendo: “Bene, se lei cresce il suo bambino dicendo cose come quelle, quando diventerà vecchia ed avrà problemi con il suo stesso corpo, potrà capire che i suoi insegnamenti erano sbagliati ed il fatto che non era una buona madre la perseguiterà”.

Credo dovrò affrontare questo tipo di incidenti più frequentemente in futuro. Quando i bambini piccoli si scontrano con qualcuno diverso da loro, si interessano e lo fissano.

 

Sempre più difficile:

Ora trascorro la maggior parte del giorno dormendo. Sono spaventata dal cibo che mi possa scendere nel canale respiratorio per errore poichè non posso ingoiare bene, così posso mangiare solo poche cose 3 volte al giorno. Mangio così lentamente che il pranzo arriva solo un’ora dopo la colazione.

La mia intera giornata è presa dal mangiare, dormire e fare i bisogni. E in più, qualcuno deve aiutarmi a fare tutto questo…

 

Difficoltà anche ad ingoiare:

Mi sono sentita sollevata quando ha detto: “Piccola Aya, penso che dovresti entrare  in ospedale non appena le cose saranno state preparate per te. Aspetta solo un po’, per favore. Voglio che tu stia dove posso tenerti d’occhio”.

Il mio labbro superiore si è piegato quando sono caduta, ed ora non si tocca con il labbro inferiore. Ho consegnato alla dottoressa un promemoria che ho scritto a casa: ‘E’ difficile per me ingoiare, quindi per piacere mi dia delle medicine per alleviare la tensione nella mia gola’.

 

La badante:

Non riesco a trasmettere i miei desideri velocemente, così qualche volta non posso andare al bagno per tempo. Mamma ha suggerito che dovrei usare una sacca di drenaggio per urina durante la notte. La ragione per questo è che la badante si stanca se il suo sonno viene disturbato.

Ho cominciato a piangere, dicendo: “Non mi piace quest’idea perché io so quando devo urinare. Proverò a dirtelo in tempo, per cui per favore non farlo”.

 

La promessa:

La mia vecchietta mi ha lodato, dicendo: “Il tuo modo di scrivere è un pochino migliorato. Stai anche mangiando un poco più velocemente ora, e non stai facendo cadere il tuo cibo”.

Sento che c’è qualcosa per cui vivere se miglioro anche se di poco, e mi rilasso di più. Devo vivere considerando come si sentono le altre persone. Ho fatto una promessa alla dottoressa Yamamoto che proverò ad essere in grado di guidare la mia sedia a rotelle da sola la prossima volta che la vedrò.

 

La speranza:

Alzando gli occhi dalla mia stanza dell’ospedale,Aya Kitō's page

vedo il cielo blu;

Mi dà un raggio di speranza.

A-RI-GA-TO

 

Un litro di lacrime:

Ogni persona ha malattie inspiegabili.

Quando ricordo il passato,

Fastidiosamente, piango;

La realtà di oggi

E’ troppo crudele, troppo severa.

E non mi offre mai un sogno;

Immaginando il futuro

Mi porta ancora un altro tipo di lacrime.

 

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